“Per la varietà di fruttiferi, per le numerose specie di alberi e di erbe che vestono le pendici ed il fondo, per la degradazione dei colori e la loro diversità, per la meravigliosa forza che ha la vegetazione, e dal suolo e dal cielo offresi all’occhio come la delizia di una bellissima e pittoresca prospettiva.”  

Vittorio Angius, 1834

 

Belvì (Brevie in sardo) è un piccolo centro nella provincia di Nuoro.

Conta poco più di 600 abitanti e da il nome alla Barbagia di cui fa parte. La sua posizione è centrale rispetto alle città più importanti della Sardegna: dista 69 km da Nuoro, il capoluogo di provincia, 71 km da Oristano, 151 km da Sassari e 119 km da Cagliari, il capoluogo di regione.

 

Territorio.

In alta collina, non lontano dal Gennargentu, Belvì è circondato da boschi di lecci e roverelle. In alcune zone è possibile trovare ancora esemplari di peri selvatici mentre la macchia mediterranea domina una parte dei territori circostanti. La fauna è altrettanto varia con donnole, cinghiali, volpi, ghiandaie ed altri esemplari interessanti.

Suggestivi la vallata denominata S’Isca di Belvì e i tacchi calcarei, tra cui quello di Pitzu de Pranu e la grotta sottostante. A Pitzu de Pranu si trova un antico forno per la calce che è stato utilizzato fino agli anni 60 del ‘900 e da cui si ricavava un'ottima malta per la costruzione e la finitura delle case.

Tra le produzioni tipiche quelle di castagne, ciliegie, noci e nocciole.



 

Tra Storia e Leggenda.

Il territorio di Belvì conserva interessanti testimonianze del passato. Oltre a diversi utensili e ceramiche che risalgono ad un periodo che va dal Neolitico all’epoca romanica, attestando quindi la presenza dell’uomo nell’area già da tempi molto antichi, nei boschi che circondano il paese si trovano ben 9 Domus de Janas.

Le Domus de Janas sono sepolcri collettivi ad ipogeo scavati nella roccia risalenti all’età del Rame e usati da altre culture nell’età del Bronzo e nella prima fase dell’età del Ferro. Secondo la leggenda popolare sarda, le tombe erano abitate da fate, le Janas appunto, che di giorno tessevano su telai d’oro mentre cantavano e di notte uscivano per danzare e fare strani riti. Avevano unghie durissime e affilatissime che usavano per scavare le abitazioni nella roccia, dove furono tramutate in pietra dopo la morte.

Altro personaggio invisibile e leggendario di cui si narra fossero abitati i boschi da cui è circondato Belvì è il Maschinganna. Quest'essere, indicativamente antropomorfo, aveva la caratteristica di comportarsi a seconda dell’indole della persona che incontrava. Nel caso di persone buone, egli poteva anche aiutarle facendo ad esempio trovare del cibo. Nel caso di persone cattive invece, si divertiva a spaventarle con voci, suoni e maledizioni, ma anche con luci, fiammelle e scintille. Questi erano spinti a scappare ma quando la loro indole cattiva li faceva tornare sul luogo dell’incontro per vendicarsi, Maschinganna non si faceva mai trovare e lasciava al suo posto della cenere o del fuocherello. Quando poi ad una persona sparivano degli oggetti nel bosco e i maldicenti accusavano Maschinganna, egli non tardava a beffarli facendogli trovare del fumo al posto della cosa perduta.

Passando invece alla sua storia più recente, Belvì, appartenente al Giudicato d'Arborea, fece inizialmente parte della Curatoria della Barbagia di Meana e nel XIV secolo fu unito alla curatoria del Mandrolisai. Nel 1388 passò sotto il dominio aragonese ed entrò a far parte della Signoria della Barbagia di Belvì fino al 1839, anno in cui fu riscattato.

Come altri centri della zona anche a Belvì passa l’ottocentesca ferrovia descritta dal Lawrence nel suo libro del 1921 "Mare e Sardegna". La sua piccola stazione è rimasta fedele al passato nell'edificio e negli arredi e conduce alla galleria più lunga della Sardegna, che venne costruita alla fine dell'800.

Per molto tempo il centro abitato di Belvì è stato poco esteso. Le case di pietra nelle strette stradine del centro storico si caratterizzano per le murature in scisto e calcare e per i resti dei ballatoi in legno di cui purtroppo è rimasta solo una testimonianza fotografica.  La Chiesa Parrocchiale dedicata a Sant’Agostino è situata nel centro del paese. Non si conosce l'epoca esatta a cui risalga la sua costruzione, ma dalle sue forme attuali possiamo dire che non dovrebbe essere anteriore al XVII secolo dopo Cristo, come la piccola succursale dedicata a San Sebastiano che probabilmente sorse come voto della popolazione in onore del Santo Patrono contro la peste nel 1656, quando un tremendo contagio decimò l’intera isola risparmiando quasi del tutto i paesi di montagna; da vedere anche la chiesetta campestre di Santa Margherita.

Lungo il paese è possibile ammirare diverse opere di scultura lignea, e non solo, realizzate in occasione di tre importanti simposi d’arte: "L’uomo e il bosco" (1996/97), "Sonos de Linna 2008" e "Sonos de Linna 2009"; queste manifestazioni nascono dall’idea di trasformare la risorsa locale, cioè il legno di castagno, in opera d’arte. Le sculture della seconda edizione non sono state dislocate al centro del paese come quelle delle prime, ma secondo un preciso progetto di allestimento nel Parco Comunale dando vita al Museo all’Aperto di Arte Contemporanea (MAAC).

 

 

Museo di Scienze Naturali.

Belvì è anche sede di un importante Museo di Scienze Naturali che nacque nel 1980 per iniziativa dell’associazione culturale Amici del Museo, costituita da un gruppo di appassionati belviesi sapientemente guidati dal professor Friedrich Reichsgraf Von Hartig. Studioso di fama internazionale di entomologia ed ecologia, Von Hartig capitò per caso nel paese agli inizi degli anni Settanta e, avendo trovato la zona di estremo interesse per le sue ricerche, vi si trattenne per diversi anni dando avvio alla raccolta di reperti che, anche grazie a donazioni di privati, continua ancora oggi.
Il museo, dotato di un laboratorio di tassidermia e di classificazione, è articolato in sezioni nelle quali è possibile osservare la fauna e i minerali fossili provenienti da tutta la Sardegna.

La sezione mineralogica conserva 530 minerali provenienti quasi esclusivamente dalle miniere sarde, dalla calcopirite di Funtana Rapinosa all’ossidiana del Monte Arci. Include, inoltre, un compartimento marino, dove è possibile ammirare 200 esemplari di conchiglie sarde, acquamarina esotica, echinodermi, crostacei ed un esemplare della tartaruga marina “Caretta Caretta” ritrovato in Sardegna nelle acque di Geremas.

La sezione paleontologica conserva 160 fossili sardi, dal paleozoico al quaternario. Notevoli anche i graptoliti, le rudiste ed i resti del Prolagus sardus.

Nella sezione entomologica sono esposti lepidotteri, coleotteri, ortotteri, imenotteri, odonati, ditteri, aracnidi, miriapodi sardi, nonchè splendidi esemplari di farfalle esotiche ed endemiche (come il “Papilio hospiton”).

La sezione ornitologica vanta 383 esemplari di uccelli sardi (aquila reale, nibbio reale, grifone, falco pellegrino, corvo imperiale, barbagianni, assiolo, civetta, pernice). Notevoli i rapaci, con specie divenute ormai rarissime.

Sono infine presenti una sezione mammologica, con 38 esemplari di mammiferi e una erpetologica, con tutte le specie di anfibi sardi.

Il museo dispone di una biblioteca scientifica ed è visitabile 365 giorni l'anno grazie alla disponibilità di alcuni soci che ne garantiscono l'apertura su prenotazione.

 

Ricorrenze ed Eventi.

Tra le principali feste che si svolgono a Belvì ricordiamo:

- Il 16 e 17 gennaio, la festa di Sant’Antonio Abate con l’accensione del fuoco la sera del giorno 16 davanti alla Chiesa Parrocchiale;

- A metà giugno si svolge la Sagra delle Ciliegie e dei Caschettes, dolce tipico di Belvì.

I Caschettes hanno origini remote che risalgono al 1600. Si tratta di un dolce che veniva presentato nelle occasioni più importanti della vita sociale della comunità, come le feste religiose e i matrimoni, dove veniva offerto dallo sposo alla sposa per omaggiarla. Uno degli aspetti più importanti è la lavorazione della sfoglia finissima che lo contiene e che gli dà quell’aspetto così unico e particolare. Diverse sono le tesi circa la sua forma tipica: alcuni la interpretano come il velo della sposa, altri come una rosa, altri ancora come un semplice frutto della fantasia.

- Dal 28 agosto, per tre giorni, si svolgono i festeggiamenti in onore di Sant’Agostino, patrono del paese;

- Infine, la penultima settimana di ottobre, a Belvì si tiene la più importante manifestazione del paese: Giochi e Sapori in Barbagia. L’evento è finalizzato alla riscoperta e alla valorizzazione delle tradizioni millenarie, le arti, i mestieri e gli antichi saperi dei paesi dell’entroterra sardo, e offre un fine settimana all’insegna della cultura, della tradizione e della buona cucina. Numerose sono le attività inserite ogni anno nel programma: degustazioni, mostre (costume sardo, mestieri antichi, giocattoli antichi), rappresentazioni e tornei di giochi tradizionali, spettacoli, rassegne, sfilate, concorsi fotografici, visite guidate, viaggi con il trenino verde. Il gioco è, insieme al cibo, al centro della manifestazione. Nelle vie e nella piazza i bambini del paese e quelli dei paesi limitrofi si dilettano nella pratica dei giochi tradizionali. Perfino i turisti e gli adulti sono invitati a scendere in campo. Non semplice svago, quindi, ma momento di confronto tra persone con diverse culture e diverse tradizioni. In occasione di questa manifestazione si tiene anche l’evento Moda e Musica in Barbagia, che prevede le sfilate dei migliori atelier sardi, spettacoli di vario genere ed una rassegna musicale per artisti emergenti.

 

 

Localizzazione       Territorio       Informazioni       Siti web
Stato: Italia       Coordinate: 39°58′00″N 9°11′00″E       CAP: 08030       http://www.comune.belvi.nu.it/
Provincia: Nuoro       Altitudine: 660 m s.l.m.       Prefisso: 0784       http://www.comunas.it/belvi/
      Superficie: 18,10 km²       Fuso Orario: UTC+1       http://museoscienzenaturalibelvi.blogspot.it/
      Abitanti: 675[1] (31-12-2011)      

Classificazione Sismica: Zona 4 (sismicità molto bassa)

      http://www.barbagiadventure.it/
      Densità: 37,29 ab./km²       Nome abitanti: Belviesi        
     

Comuni confinanti: Aritzo, Atzara, Desulo, Meana Sardo, Sorgono, Tonara

      Patrono: Sant'Agostino        
            Giorno festivo: 28 agosto      
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