Presentazione finale del progetto di ricerca dell'artista in residenza Francesco Dipierro a cura di Laura Vittoria Cherchi

Domenica 2 agosto 2015 si conclude il terzo ciclo di residenza del programma PAS_Progetto Atelier Sardegna. Francesco Dipierro, vincitore del bando per i mesi di giugno e luglio, espone il progetto di ricerca che ha sviluppato nel periodo trascorso a Belvì, in provincia di Nuoro.

L'appuntamento è alle ore 19.00 in via Roma 79.



Francesco Dipierro, "De Flora et Fauna", 2015

Penso a una tigre
[…]
e rifletto che la tigre dei miei versi / è una tigre di simboli e ombre /
una serie di tropi letterari / e di memorie d'enciclopedia /
non la fatale tigre, funesto diamante / che sotto il sole o la diversa luna /
va compiendo in Sumatra o nel Bengala /
il suo rito d'amore, d'ozio e morte.
J.L. Borges - L'altra tigre


Nel racconto borgesiano, tema ricorrente è la relazione tra Universo e Docuverso: il rapporto fra le entità che costituiscono il mondo e i “documenti” che pretenderebbero di rispecchiarlo termina nella presa di coscienza dell'irriducibilità e dell'alterità della cosa in sé rispetto a ogni sua rappresentazione. Ireneo Funes è condannato all'immobilità e alla morte dalla sua prodigiosa memoria, capace di “ricostruire una giornata intera [...] ma ogni ricostruzione aveva chiesto un'intera giornata”; la mappa in scala 1:1 descritta nel frammento Del Rigore nella Scienza, che “uguagliava in grandezza l'Impero e coincideva puntualmente con esso”, si rivela del tutto inutilizzabile e viene abbandonata dalle generazioni successive “alle inclemenze del sole e degl'inverni”.

L'utopia di un modello di rappresentazione della realtà perfettamente aderente ad essa, mette in luce la necessità della selezione e dello scarto e quindi il carattere arbitrario e convenzionale di ogni conoscenza umana. Classificazioni, archivi e mappature che compaiono nell'opera di Francesco Dipierro, sono il tentativo di ridurre la complessità e la molteplicità dell'esistente all'interno di regole astrattizzanti che introducano nel caos un certo grado di ordine. Il fil rouge che attraversa e sostiene la riflessione dell'artista è la tensione verso un punto di equilibrio tra quelle due estremità che Italo Calvino, nelle sue Lezioni Americane, ha ben simboleggiato nelle figure del "cristallo", la regolarità, e della "fiamma", il mutare continuo dei fenomeni. In questa ricerca, la Scienza diventa l'essenza dell'Arte, o meglio, la sua controparte: Metodo e Immagine, secondo una complementarità espressa in un recente lavoro dell'artista, entrambi degni modi di essere di fronte al mondo.

Con l'opera "De Flora et Fauna", Francesco Dipierro si interroga sul confine che separa la realtà (rappresentata) dalla finzione e utilizza il medium fotografico e le sue possibilità manipolatorie per mettere in scena una natura artificialmente ricostruita. La suddivisione del lavoro in due fasi - due strutture di pensiero - ricalca la metodologia binaria di indagine appena descritta. Un processo di schedatura e archiviazione organizza i dati raccolti durante lo studio di esemplari tipici della fauna sarda, che l'artista ha potuto osservare all'interno del Museo di Scienze Naturali di Belvì: descrizioni, illustrazioni, riferimenti alla mitologia e ai racconti popolari ci restituiscono una comprensione approfondita di ogni soggetto. La finzione fotografica diventa poi il luogo dove ridare vita a questa natura immobilizzata. Una serie di fotomontaggi simula l'attimo di possibili avvistamenti, reintroducendo le singole specie all'interno di scenari plausibili. “Gli immobili animali del museo di scienze naturali si animano a contatto con la natura, ritornando ad un ancestrale stato d’equilibrio, che l’uomo qua e là interrompe per analizzare e comprenderne i segreti”.

In "Ways of Worldmaking", Nelson Goodman sostiene che ogni visione del mondo corrisponda alla costruzione di un mondo. Non esisterebbe perciò un unico mondo, ma tanti possibili, nessuno dei quali possa ritenersi onnicomprensivo. I mondi sono tanti quanti sono i diversi modi di combinare e costruire sistemi simbolici, nelle scienze, nell'arte, nella nostra percezione.
Per Francesco Dipierro, la magia dell'immagine (dal latino imago, maschera funebre) risiede nella sua capacità di deformare il reale sintetizzandolo -sottraendo informazioni- e trasformandolo in qualcos’altro -aggiungendo informazioni-. La rappresentazione non ripresenta la realtà, ma la oltrepassa.

"Gli alti e superbi volumi che formavano in un angolo della sala una penombra d'oro non erano, come la sua vanità aveva sognato, uno specchio del mondo, ma una cosa aggiunta al mondo".
J.L. Borges, La Biblioteca di Babele.



Francesco Dipierro (Rho, 1989), vive e lavora a Milano. Ha studiato Industrial Product Design al Politecnico di Milano e Fotografia all'Accademia di Belle Arti di Brera. Nel 2014 ha partecipato all'exchange program presso la Willem de Kooning Academie di Rotterdam e ha preso parte al progetto B.a.d Social Club della Foundation b.a.d.. Ha frequentato numerosi workshop con artisti come Matteo Terzaghi e Marco Zürcher (2015), Rolf Engelen (2014), Juan Beladrich (2014), Fabio Sandri (2014), Paolo Ventura (2013), Andrea Lee Modica (2013).

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